6 febbraio 2011 di noizedev
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Oggi è finalmente giunto ad una release funzionante, il progetto MarkovEX.
MarkovEX è un programma per la creazione di musica generativa con una struttura ben definita. La componente random del sistema permette di generare musica sempre nuova (e potenzialmente di durata infinita), ma il susseguirsi delle note presenta una struttura di fondo data da una catena di Markov del secondo ordine.
MarkovEX è in grado di analizzare file midi trattandoli come realizzazioni di un processo stocastico associato ad una particolare catena di Markov. L’obiettivo di questa analisi è cercare di ricavare la catena di Markov del secondo ordine associata alla traccia musicale. Una volta fatto questo, salva i risultati su file in modo da poterli aprire (sempre con MarkovEX) e farli suonare sul sequencer ALSA, creando di volta in volta nuove melodie che però hanno sempre un po lo stesso sapore.
Il modello usato è del secondo ordine in quanto il primo ordine non è sufficientemente “strutturato” per poter generare musica “simile” al file midi originale. Passando all’ordine successivo invece, si rende la sequenza di note maggiormente correlata.
Provare per credere
Per ora lo potete trovare su GitHub a questo indirizzo
git://github.com/axeldamage/Markovex.git
Saluti
11 dicembre 2010 di noizedev
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Questa sera nello studiolo, dopo aver finito alcuni ritocchi ad una traccia di batteria, mi sono adoperato per registrare dei sample di uno strumento tanto curioso quanto insuonabile (da quì il nome strumento del Diavolo)!

ecco a voi... il Ditar
L’idea mi è stata suggerita dal mio amico e collega mr. Verni. Così, visto che avevo un attimo di tempo mi sono armato di pazienza ed ho segistrato diversi sample per creare un soundfond in modo da poter suonare questo coso con un qualsiasi apparato MIDI hardware o software!
La registrazione è stata fatta tramite un microfono valvolare a condensatore con pattern omnidirezionale. I sample sono tutti a 44.1KHz/24bit. Purtroppo questo strumento non ha molta estensione, quindi le note registrate vanno circa da A2 a A4. Questo crea dei problemi specialmente sulle note più gravi di A2, in cui gli artifizzi dell’intonazione software si sentono di più… ma se suonato nel suo range, i suoni sono buoni. Data l’impossibilità di avere un’accordatura perfetta, il fine tuning è stato fatto in post produzione.
Quì trovate il soundfont, e quì un esempio audio
Tutto ciò di cui avete bisogno per playare i soundfont, è un sf player. Per linux avete ad esempio QSynth/FluidSynth, per win il primo che mi viene in mente è FL Studio, oppure esistono anche miliardi di VST… basta una rapida ricerca per trovare tonnellate di materiale (anche freeware)
Per mac idem…
Alla prossima!
19 ottobre 2010 di noizedev
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